Analisi riemanniana trasformazionale della scena onirica in 1917 (Thomas Newman)

Nella celebre scena sospesa tra sogno e realtà del film 1917, Thomas Newman costruisce un linguaggio armonico estremamente raffinato, basato su trasformazioni riemanniane che generano un senso di stasi, sospensione e “speranza drammatica”.

L’elemento strutturale principale è un pattern armonico che compare due volte, fondato sulla seguente successione trasformazionale:

I Maj → N → T−2(v) → RP → T−2(v) → T+2(v)

Tradotto in termini tonali concreti, questo si manifesta come:

D → Gm → F → D → Cm → D

Questa progressione crea un effetto di circolarità e immobilità: pur muovendosi attraverso regioni armoniche diverse, il ritorno costante a D impedisce una reale risoluzione, generando una qualità sognante e sospesa.

Variazione del pattern e introduzione della regione di Witzmann

Successivamente, Newman suggerisce una ripetizione del pattern, ma in realtà ne altera la struttura:

I Maj → N → T−2(v) → RP → (Witzmann region)

Concretamente:

D → Gm → F → D+

Qui avviene un passaggio cruciale: l’arrivo su D+ (triade aumentata) introduce la cosiddetta regione di Witzmann, uno spazio armonico instabile e simmetrico che elimina il senso di tonalità tradizionale.

Il risultato è una sospensione emotiva estremamente potente: non siamo più in una semplice ambiguità tonale, ma in una condizione di “dramatic hopeful suspension”, dove la musica suggerisce speranza senza mai concedere una vera risoluzione.

Oscillazioni trasformazionali e crescita espressiva

Da questo punto, Newman sviluppa una serie di oscillazioni trasformazionali:

  • PL → Bb (espansione e apertura timbrica)

  • L → Dm (ritorno a una dimensione più intima)

  • P → D+ (Witzmann) (nuova sospensione)

Questa alternanza tra stabilità relativa e instabilità aumentata costruisce una tensione continua tra vita e morte, realtà e visione.

Foto dal software Riemann

Il percorso continua:

  • P → Dm

  • L → Bb (senso di speranza più pieno)

  • LR → F (espansione quasi epica)

  • RP → D+ (ritorno alla sospensione)

Ancora una volta, la regione aumentata impedisce qualsiasi chiusura definitiva.

Sezione di transizione e ritorno ciclico

Segue una nuova sequenza trasformazionale:

  • T−2(v) → Cm

  • T+2(v) → D

  • N → Gm

  • T−2(v) → F

  • RP → D+

Questa parte rafforza il carattere ciclico del linguaggio di Newman: ogni movimento sembra condurre da qualche parte, ma viene sistematicamente riportato nella zona sospesa della triade aumentata.

Fase finale: rinascita e ambiguità conclusiva

Nella sezione conclusiva emerge un gesto di “rinascita”:

  • F → Am

  • T+1(v) → Bb

  • T+2 → C

  • T+2(v) → Dm

  • P → D+ (Witzmann)

Ancora una volta, la sospensione viene ristabilita.

Il finale è caratterizzato da oscillazioni ripetute:

  • P → Dm

  • P → D+

  • (oscillazione continua)

  • P → Dm (conclusione)

Conclusione

L’intera costruzione armonica di Newman si basa su un principio fondamentale: evitare la risoluzione pur suggerendola continuamente.

Attraverso:

  • cicli trasformazionali riemanniani,

  • uso sistematico della triade aumentata (regione di Witzmann),

  • alternanza tra poli minori e maggiori,

Newman crea una dimensione sonora unica: una sospensione emotiva tra speranza e fatalità, perfettamente coerente con la natura liminale della scena.

Si tratta di un esempio magistrale di come l’armonia trasformazionale possa essere utilizzata nel cinema non solo come struttura, ma come veicolo narrativo profondo, capace di esprimere stati psicologici complessi senza bisogno di risoluzione tonale.

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