John Williams e l’empatia armonica nell’ultima scena di E.T. the Extra-Terrestrial
Analisi riemanniana della scena dell’addio
L’ultima scena della partenza di E.T. the Extra-Terrestrial rappresenta uno dei momenti più intensamente empatici della storia del cinema. In questa sequenza, John Williams costruisce un arco emotivo di straordinaria profondità, utilizzando operazioni armoniche di matrice riemanniana per descrivere con precisione millimetrica le emozioni dei personaggi e il loro conflitto interiore.
La musica non accompagna semplicemente l’immagine: la anticipa, la spiega, la amplifica.
La scena può essere chiaramente suddivisa in cinque sezioni drammatiche, ciascuna caratterizzata da specifiche trasformazioni armoniche e melodiche, perfettamente sincronizzate con l’evoluzione narrativa.
Prima sezione drammatica – La tristezza dell’addio imminente
Foto dal software Riemann
La scena si apre con un movimento melodico discendente, elemento archetipico del sad mood, che riflette immediatamente la consapevolezza di Elliot: il suo amico sta per partire e non lo rivedrà mai più.
La tristezza è già inscritta nella melodia, prima ancora che nell’armonia.
Armonicamente, Williams parte da C maggiore, che attraverso un movimento cromatico ascendente viene trasformato mediante l’operazione T+1 in C♯ maggiore. Questo scivolamento cromatico introduce una tensione emotiva sottile, quasi dolorosa, che prepara il terreno al conflitto affettivo.
Un ulteriore T+1 conduce alla triade di D, mantenendo però il pedale di Re nel basso. Qui il linguaggio emotivo evolve in un hopeful/sad mood: una speranza fragile, sostenuta da una melodia ripetitiva e ascendente-discendente, che sembra galleggiare sopra un’oscillazione armonica continua.
Questa oscillazione avviene tra le operazioni RL e LR, mantenendo il Re al basso e alternando D e G. Dopo cinque cicli RL–LR, Williams applica un’operazione P, trasformando G maggiore in G minore.
È un momento cruciale: proprio su questa parallela minore compare sullo schermo il volto sofferente di E.T., che comprende che i loro desideri sono inconciliabili.
Il gesto iconico del dito che indica il cuore coincide musicalmente con il passaggio a G−: il dolore non è solo narrativo, è armonico, ed è il dolore di un addio definitivo.
Seconda sezione drammatica – Lo scherzo come sollievo emotivo
Foto dal software Riemann
Per alleggerire la tensione, E.T. improvvisamente scherza e dice “Ouch!”, richiamando il momento in cui Elliot si era ferito e lui lo aveva guarito.
Qui Williams opera un salto armonico improvviso, con il polo esatonico H, che porta l’armonia in B maggiore, creando un’immediata sensazione di luce, positività e tenerezza.
Seguono altri tre accordi maggiori, che costruiscono un momento di gioia nel pianto, una nostalgia felice legata al ricordo del gesto magico e affettuoso di E.T.
Dal B, l’armonia procede con:
RL → E
LP → A♭
LP → C
Questo passaggio è uno dei più raffinati dell’intera scena: la melodia domina, mentre l’armonia cambia con estrema fluidità, creando una sensazione di sospensione emotiva e meraviglia.
Terza sezione drammatica – L’ultimo abbraccio
Foto dal software Riemann
Un T−1 introduce la terza sezione, quella dell’ultimo abbraccio. Torniamo in B, ma il clima è ora un sad hopeful mood: la melodia cresce, ma ogni slancio verso l’alto è seguito da un movimento discendente.
Questo profilo melodico è fondamentale:
la musica sale per sperare, ma scende per ricordare la perdita.
La successione di accordi maggiori e minori riflette la duplicità emotiva:
la felicità per il ritorno di E.T. tra la sua gente
la tristezza per la separazione definitiva
Armonicamente:
B → RL → E
P → E−
P → E
T+2 → F♯
F (far fifth) → C♯−
Ogni trasformazione è un passo emotivo, non solo teorico.
Quarta sezione drammatica – La culla dell’affetto
Foto dal software Riemann
Con un T−2(v) entriamo nella quarta sezione: l’abbraccio più tenero e protettivo.
E.T. coccola Elliot come un figlio. Williams traduce questa protezione attraverso due cycle chord, che evocano il dondolio di una culla:
B → L = E♭− → LR = G♯− → R = B
Questo ciclo viene ripetuto due volte, creando un senso di sicurezza, contenimento e amore puro.
È uno dei momenti emotivamente più intensi del film.
Un’operazione PL fa infine “volare” B verso G, introducendo l’ultima sezione.
Quinta sezione drammatica – La memoria eterna
Foto dal software Riemann
Nella quinta sezione, Williams riprende la melodia ascendente con risoluzione discendente diatonica, oscillando tra maggiore e minore tramite operazioni F ripetute quattro volte:
D− → G → D− → G
Tutto avviene su un pedale di Sol, che funge da ancora emotiva mentre i due si guardano per l’ultima volta.
La chiusura armonica segue:
RL → C
RL → F
T+2 → G
T−2 → F
Su questo F finale, E.T. pronuncia la frase immortale:
“I’ll be right here.”
Indicando la testa, non il cuore: E.T. non resterà fisicamente, ma nei ricordi. Subito dopo, esplode il Main Theme, trasformando il dolore in memoria luminosa.
Conclusione
Questa scena è estremamente empatica perché John Williams riesce a tradurre ogni singola emozione dei personaggi in strutture musicali precise.
Speranza, gioia, tristezza, dolore, scherzo e affetto non sono semplicemente suggeriti: sono costruiti armonicamente.
L’uso magistrale delle operazioni riemanniane, unito a una scrittura melodica emotivamente leggibile, rende questa sequenza uno dei massimi esempi di storytelling musicale cinematografico.
Qui la musica non accompagna l’immagine:
la pensa, la sente, la vive.