Excerpts from Close Encounters of the Third Kind - John Williams e la Teologia del Suono
Abstract
La suite sinfonica tratta da Close Encounters of the Third Kind (1977) di John Williams non rappresenta soltanto una sintesi tematica della partitura cinematografica, ma si configura come una vera architettura simbolica della creazione. Se Steven Spielberg propone una lettura scientifica dell’alterità extraterrestre, Williams costruisce una dimensione ulteriore: una teologia musicale implicita in cui il suono diventa metafora della Genesi, dell’incarnazione e dell’ordine cosmico. Attraverso l’uso di strutture intervallari pure, riferimenti modali e proporzioni appartenenti alla serie armonica naturale, la suite suggerisce una narrazione esoterica dell’esistenza come emanazione del Principio.
1. Il Nulla Sonoro e la Genesi: dal Cluster al Logos
L’apertura della suite è caratterizzata da una stratificazione additiva di archi suddivisi che generano cluster progressivi. Tale tessitura indeterminata, priva di centro tonale percepibile, rappresenta simbolicamente il tohu va-bohu biblico: il caos primordiale, il buio cosmico antecedente alla creazione.
Il crescendo orchestrale conduce a un poderoso Tutti in Do maggiore, marcato da sforzatissimo. Questo gesto può essere interpretato come metafora sonora del Big Bang, ma anche, in chiave teologica, come il momento del Fiat Lux.
Il passaggio dal cluster all’accordo tonale equivale alla trasformazione del caos in ordine.
L’accordo di Do maggiore è rafforzato da:
Ottava (2:1) → simbolo dell’Unità trascendente (Pitagora, monocordo).
Quinta (3:2) → fondamento dell’ordine cosmico, struttura primaria della serie armonica.
Secondo la concezione pitagorica, l’universo è numero e proporzione. Williams costruisce la creazione non attraverso cromatismi destabilizzanti, ma tramite rapporti puri.
2. Le Acque Primordiali e la Separazione Cosmologica
Successivamente emergono figurazioni ascendenti e discendenti che evocano onde sonore. Williams utilizza arcate melodiche prossime alla scala ebraica Ahavah Rabbah (Mi–Fa–Sol#–La–Si–Do–Re–Mi), spesso associata alla tradizione klezmer e alla spiritualità ebraica.
Il riferimento alla Genesi è evidente: la separazione delle acque.
L’orchestrazione è altamente simbolica:
Due fagotti e controfagotto
Clarinetto basso
Violoncelli e viole all’unisono con doppia ancia
Contrabbassi armonizzati in terza
Il registro grave produce un colore timbrico scuro e indefinito, evocando le profondità marine. L’orecchio associa naturalmente frequenze basse a percezioni di oscurità e materia informe.
Un nuovo Tutti in Do maggiore interviene come manifestazione del Principio ordinatore.
La separazione tra cielo e mare è resa attraverso glissandi ascendenti lenti e additivi negli archi e negli ottoni: una vera e propria scissione spaziale del suono.
Il terzo sforzatissimo in Do maggiore sottolinea la volontà creatrice.
runs che simulano onde
separazione del cielo dal mare con glissandi ascendenti
3. Il Tempo, le Stelle e l’Ordine Ciclico
Linee melodiche nel registro acuto riprendono movimenti diatonici su frammenti della scala Ahavah Rabbah, mentre nel registro grave un ostinato in scala ottatonica rappresenta le onde persistenti del mare.
Il glockenspiel, nel registro superiore, simboleggia le stelle.
Un ostinato continuo degli archi suggerisce la divisione tra giorno e notte e la creazione delle stagioni. L’elemento armonico nei brass si mantiene statico in cluster stretti, producendo un contrappunto audiovisivo anempatico.
Qui nasce il tempo ciclico.
Qui possiamo percepire chiaramente il mare descritto da un ostinato additivo in scala ottatonica, mentre al di sopra gli ibrass costruiscono un cluster additivo statico, creando una sorta di contrappunto audiovisivo libero, dal carattere quasi anempatico.
È come se Williams volesse sottolineare con maggiore evidenza il cielo immobile, contrapposto all’attività incessante del mare, espressa dagli archi attraverso l’ostinato sottostante.
Segue quindi un grande rise orchestrale in tutti, dopo il quale l’intera orchestra si arresta improvvisamente. In questo momento emerge un lentissimo glissando discendente degli archi, che sembra evocare nuovamente il momento della Genesi in cui Dio, dopo aver separato gli oceani dal cielo, ritrae le acque per permettere alla terra di emergere.
Ed è proprio qui che la terra appare: le prime forme di vita, ancora bizzarre e primitive, sono suggerite da una linea melodica spezzata dell’oboe, alla quale risponde una seconda linea frammentaria del flauto.
Alcuni pizzicati degli archi punteggiano queste figure, contribuendo a delineare musicalmente l’idea di queste prime, strane manifestazioni della vita sulla terra.
gli oceani si ritraggono e fanno comparire la terra con un glissando discendente
le prime forme di vita …
4. La Vita e l’Amore Trascendente
Un glissando discendente interrompe il flusso. Seguono pizzicati e linee dissonanti nei legni: le prime forme di vita.
Subentra un tema d’amore di straordinaria ampiezza intervallare:
Settima maggiore
Nona
Decima
Non si tratta di amore romantico umano. Non vi sono salti di ottava o doppia sesta tipici della tradizione melodrammatica. È un amore trascendente, l’amore di un Essere perfetto che crea.
Gli intervalli ampi suggeriscono infinito e assenza di limite.
5. Il Motivo delle Cinque Note: Architettura Iniziatica
Il celebre tema:
Re – Mi – Do – Do (ottava inferiore) – Sol
Cinque suoni, simbolo dei cinque sensi dell’uomo.
Analisi strutturale
II → III → I → I’ → V
II grado (Re)
Instabile, tensionale, proiettato.
Esotericamente: dualità, separazione dall’Unità.
Il tema nasce dalla mancanza, non dall’origine.
III grado (Mi)
Definisce il modo maggiore.
Simbolo trinitario, coscienza, sintesi.
I grado (Do)
Origine, Tonica, Principio.
Ottava inferiore
Proiezione verticale dell’identità.
Dio crea l’uomo a sua immagine.
V grado (Sol)
Dominante, ordine cosmico.
Terzo armonico della serie naturale.
6. Serie Armonica e Cosmologia Sonora
La successione naturale degli armonici è:
1 (Tonica)
2 (Ottava)
3 (Quinta)
5 (Terza maggiore)
Il tema contiene questi elementi fondamentali.
La musica diventa metafora della struttura fisica dell’universo.
7. Lettura Cabalistica: 2–3–1–1–5
2 → Chokmah (Sapienza)
3 → Binah (Intelligenza)
1 → Keter (Unità)
1 → Unità riflessa
5 → Geburah (Potenza ordinatrice)
Percorso di emanazione e ritorno.
La somma numerica:
2 + 3 + 1 + 1 + 5 = 12
Dodici mesi, dodici segni zodiacali, dodici ore di luce e buio. Numero cosmico di completezza.
Le 5 Note compaiono per la prima volta a battuta 74
8. Confronto con il Tritono in 2001: A Space Odyssey
Kubrick utilizza spesso intervalli destabilizzanti, tra cui il tritono, simbolo di frattura evolutiva e tensione metafisica.
Williams evita il tritono.
L’incontro non è traumatico, ma armonico.
Kubrick → trascendenza attraverso lo shock.
Williams → trascendenza attraverso l’ordine.
Conclusione
La suite non descrive semplicemente un contatto extraterrestre.
Essa costruisce una teologia del suono:
Dal nulla alla luce.
Dalla dualità alla coscienza.
Dall’Unità alla sua immagine.
Dall’incarnazione all’ordine cosmico.
Cinque suoni racchiudono il tutto.
Spielberg mostra l’ignoto.
Williams rivela il Principio.