Mood Hopful/Dangerous in episodio 7 di Welcome to Derry

“Hopeful–Dangerous”: il doppio volto armonico nella scena “Ingrid incontra Pennywise”

Nell’episodio 7 di Welcome to Derry, Benjamin Wallfisch costruisce per la scena in cui Ingrid incontra Pennywise un mood estremamente particolare, definibile con un ossimoro: Hopeful–Dangerous. È un tipo di ambiguità emotiva in cui la speranza è reale e palpabile, ma allo stesso tempo viene continuamente contaminata da segnali di rischio e inquietudine.

La forza della cue sta nel fatto che questa ambivalenza non è solo “timbrica” o melodica: è scritta dentro la grammatica armonica, attraverso una catena di trasformazioni riemanniane in contesto atonale.

La sequenza armonica e i codici riemanniani

Wallfisch imposta la progressione tramite codici riemanniani atonali su questa sequenza di triadi:

D- → (F+) → Db → Ab → C → F- → A- → C#- → F → C#- → Bb

con il percorso operativo:

I-, S , LR, LP, N, PL, PL, H, H, O

foto da Riemann Software

Dal dolore al sogno: l’apertura “hopeful”

Il brano parte da D- (Re minore), accordo che porta subito un colore intimo e malinconico. Subito dopo entra la triade aumentata F+ (indicata come triade aumentata di Weitzmann), usata come ritardo: non è un semplice passaggio neutro, ma un punto di sospensione che “trattiene” il movimento.

Da qui avviene uno Slide (S) verso C# maggiore: è un gesto morbido, quasi cinematografico, che trasforma la tristezza iniziale in un sogno positivo, perché l’atterraggio su una triade maggiore apre la luce emotiva.

A questo punto arrivano due operazioni secondarie in catena:

  • LR (Leading Tonal Exchange + Relativism) porta a Ab maggiore

  • poi LP (Leading Tonal Exchange + Parallelism) porta a C maggiore

Il tratto importante è che si passa da una triade minore (D-) a tre triadi maggiori (C#, Ab, C): questa “fioritura” di accordi maggiori genera una qualità sognante, orientata alla speranza, un vero “respiro hopeful”.

La svolta: ritorno al minore e cadenza “monastica”

Proprio quando il mood sembra stabilizzarsi, Wallfisch inserisce un cambio di direzione: usa un’operazione ibrida N (Near Fifth) per tornare a F- (Fa minore).

Questo ritorno al minore non è casuale: F- si comporta come una sorta di IV grado minore rispetto a C maggiore, creando una sensazione di cadenza plagale dal sapore “monastico”, quasi rituale. È qui che la speranza comincia a caricarsi di un’ombra malinconica di tristezza: non è più luminosa, ma devota, fragile, esposta.

L’inquietudine entra in scena: PL e i ribaltamenti emotivi

Il vero ingresso del “dangerous” avviene con l’operazione secondaria:

  • PL (Parallelism + Leading Tonal Exchange): F- → A- (La minore)

Qui si percepisce il primo passo verso il dramma: il colore si stringe, l’emozione diventa più interna e preoccupata.

Poi Wallfisch ripete PL:

  • A- → C#- (Do# minore)

A questo punto la musica è già emotivamente instabile, pronta a oscillare tra sogno e minaccia drammatica.

I poli esatonici: fantasia sì, ma “sinistra”

Entra quindi il meccanismo che rende davvero “fantasy” (e insieme perturbante) questa cue: i poli esatonici (H).

  • H trasforma C#- → F maggiore
    (ritorno a un colore più aperto, apparentemente di sogno)

  • poi ancora H riporta F → C#-

Questa oscillazione tra triadi maggiori e minori tramite poli esatonici è tipica di un immaginario fantastico: sembra di vedere un mondo “magico”, ma che non è mai completamente stabile. È proprio qui che il mood diventa Hopeful–Dangerous: la speranza è presente (F maggiore), ma “sporca”, perché viene immediatamente risucchiata nel polo opposto (C# minore).

La melodia: cromatismo + 5ª aumentata come segnale sinistro

Restando su C# minore, Wallfisch introduce una melodia con una struttura molto riconoscibile: cromatismo ascendente di semitono, seguito da intervallo di quinta aumentata, poi discesa cromatica per semitono.

La linea segue questa cellula:

G3 → G#3 → E4 → Eb4 → C4 → C#4 → D4

È una figura che “punge”: il cromatismo ascendente suggerisce tensione inevitabile, mentre la quinta aumentata (intervallo instabile per natura) funziona come marchio di ambiguità, dando alla scena una tinta sinistra, quasi predatoria.

L’illusione di ritorno al sogno: operazione O e “nebulous chord”

A livello armonico, la musica tenta poi una risoluzione verso una nuova triade maggiore attraverso un’operazione octatonica (O). È come se la cue volesse recuperare di nuovo l’assetto fantasy, un ritorno alla speranza.

Ma qui avviene il dettaglio più importante: l’accordo “pulito” non resta puro. Wallfisch aggiunge armonici neutri, cioè sonorità che possiamo definire nebulous chord: elementi che sporcano la triade maggiore e le fanno acquisire caratteristiche discordanti, inquietanti.

In pratica: la speranza arriva, ma non è più innocente. È contaminata.

Perché funziona così bene nella scena

Questi passaggi riemanniani non sono virtuosismo teorico fine a sé stesso: generano un senso empatico fortissimo perché traducono in suono il conflitto emotivo della scena.

  • Da una parte c’è Ingrid, carica di emozione e speranza nel rivedere il padre scomparso (e quindi un’energia “hopeful”, sognante).

  • Dall’altra c’è IT, che assume quelle sembianze e trasforma il ricongiungimento in una minaccia (quindi “dangerous”, ambiguo, disturbante).

Il risultato è una cue che non decide mai di essere solo luminosa o solo horror: resta sospesa, e proprio per questo colpisce. È una scena ad altissima empatia, perché la musica ci costringe a sentire contemporaneamente il desiderio di credere e la paura di capire.

Articolo di Francesco de Donatis

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