Mood Melancholic / Hopeful in episodio 1 di Welcome to Derry
Analisi armonica e narrativa della scena del Generale Shaw
Welcome to Derry – musiche di Benjamin Wallfisch
Nella scena di Welcome to Derry in cui il Generale Shaw rievoca il proprio passato, Benjamin Wallfisch elabora una costruzione musicale di notevole raffinatezza, in cui la dimensione narrativa e quella armonica si intrecciano attraverso un linguaggio post-tonale organizzato prevalentemente tramite operazioni riemanniane. Il risultato è un mood sospeso tra malinconia e speranza (melancholic / hopeful), perfettamente funzionale alla dimensione introspettiva del monologo.
Un primo elemento strutturante è rappresentato dal tempo, fissato su un andante dal carattere contemplativo, che favorisce una percezione dilatata del discorso musicale e consente all’armonia di dispiegarsi come spazio riflessivo piuttosto che come vettore direzionale. Tale scelta metrica contribuisce in modo determinante alla costruzione del clima emotivo, ponendo l’ascoltatore in uno stato di ascolto meditativo.
foto dal software Riemann
Dal punto di vista armonico, la sezione iniziale si colloca in un ambito atonale controllato, nel quale la coerenza strutturale non è affidata a relazioni funzionali tradizionali, bensì a una rete di trasformazioni tra triadi. Il percorso prende avvio da una triade maggiore di Do (C), che funge da punto di riferimento iniziale. Attraverso l’operazione T+2, l’armonia viene trasposta verso Re maggiore (D); segue quindi un’operazione RL, che conduce a Sol maggiore (G). Successivamente, un’operazione LR riporta il discorso armonico su Re maggiore, il quale viene infine ricondotto all’accordo iniziale di Do maggiore mediante T−2.
Questa configurazione ascendente–discendente su tre triadi maggiori genera un campo percettivo caratterizzato da equilibrio e simmetria. L’assenza di tensione funzionale diretta, unita al continuo ritorno al punto di partenza, produce un effetto di contemplazione serena, in cui la memoria del passato viene evocata non come trauma, ma come spazio di riflessione carico di speranza residuale.
In una seconda fase, Wallfisch introduce una deviazione significativa dal piano esclusivamente maggiore, accentuando la componente malinconica del discorso. A partire da Do maggiore, un’ulteriore operazione LR conduce nuovamente a Sol maggiore, seguita da un’operazione L che introduce il primo accordo minore della progressione, Si minore (B minore). Da qui, una successiva LR porta a Mi minore (E minore). L’inserimento consecutivo di due triadi minori segna un mutamento espressivo netto: il tessuto armonico si carica di una malinconia più intensa, evocando la dimensione di un passato idealizzato ma definitivamente perduto. Tale passaggio assume una funzione narrativa chiara, rappresentando il peso emotivo della memoria e la consapevolezza della sua irreversibilità.
Il ritorno alla dimensione eroica avviene attraverso un nuovo riallineamento armonico. Mediante l’operazione T−2(v), il discorso si ricompone su Re maggiore, ristabilendo una qualità luminosa e assertiva. Segue quindi un’operazione RL che conduce a Sol maggiore, cui fanno seguito una T−2 verso Fa maggiore (F) e una T+2 di ritorno a Sol maggiore, per concludere infine nuovamente su Fa maggiore attraverso un’ulteriore T−2.
Questa oscillazione reiterata tra Sol maggiore e Fa maggiore assume una funzione retorica di primaria importanza. Pur in assenza di una cadenza tonale tradizionale, il movimento armonico costruisce una cadenza eroica post-tonale, fortemente sincronizzata con le parole di Leroy, nel momento in cui egli riafferma il proprio giuramento e la determinazione a perseguire i propri obiettivi. L’effetto complessivo è quello di un eroismo consapevole e tragico, lontano da ogni trionfalismo, che richiama la figura archetipica del guerriero disposto al sacrificio estremo per la patria.
foto dal software Riemann
In conclusione, la scena analizzata mostra come Wallfisch utilizzi un linguaggio armonico sofisticato e strutturalmente coerente per tradurre in musica un complesso intreccio di memoria, malinconia e determinazione eroica. L’impiego sistematico delle operazioni riemanniane consente di mantenere una forte unità formale, pur muovendosi al di fuori della tonalità funzionale, confermando la centralità dell’armonia come strumento narrativo nel cinema contemporaneo.