Operazioni neo-riemanniane e retorica del pericolo nella scena “confusional/dangerous” (Ep. 1, Welcome to Derry): una lettura trasformazionale della musica di Benjamin Wallfisch
1. Inquadramento drammaturgico e funzione della scrittura armonica
Nella scena considerata del primo episodio di Welcome to Derry, la musica di Benjamin Wallfisch assume una funzione eminentemente psicologica: non si limita a sostenere l’azione, ma articola in modo puntuale la transizione percettiva del personaggio da uno stato di confusione/panico incredulo a un successivo stato di pericolo riconosciuto. Tale passaggio è reso udibile attraverso una grammatica armonica che si presta a una descrizione in termini di operazioni neo-riemanniane e, in punti strategici, tramite l’impiego di risorse riconducibili allo spazio di Weitzmann (in particolare la quinta aumentata) e ai poli esatonici (operazione H).
La scena è costruita su due registri temporali e percettivi: (i) la notte, in cui domina l’evento traumatico e la reazione immediata (shock, incredulità, panico), e (ii) il giorno successivo, nel quale il personaggio rielabora l’accaduto e lo racconta, trasformando lo shock in consapevolezza del rischio (“sono in pericolo”). La musica, collocandosi “a cavallo” fra questi due archi temporali, può essere intesa come ponte introdiegetico: traccia la continuità interna del vissuto del ragazzo, dal collasso emotivo notturno alla messa a fuoco diurna del pericolo.
2. Il segmento “confusional”: oscillazioni minore/maggiore e ciclo trasformazionale
Il mood iniziale può essere definito confusional, con tratti marcatamente destabilizzanti. Wallfisch articola tale confusione tramite passaggi rapidissimi in cui triadi oscillano dal minore al maggiore, generando un effetto di disorientamento: la percezione tonale non si “fissa”, ma viene continuamente rimessa in discussione.
All’interno di questo quadro, la confusione è organizzata in modo particolarmente efficace mediante la costruzione di un cycle chord che parte da G minore (G–) e ritorna a G–, chiudendo un percorso coerente ma psicologicamente “circolare”, ovvero perfetto per rappresentare l’idea di un soggetto bloccato a terra, incapace di uscire dal loop percettivo del trauma.
Il ciclo è descrivibile come segue:
Partenza: G–
La triade di G minore costituisce il punto d’origine del circuito.Operazione LP verso E♭–
Da G– si applica l’operazione LP arrivando a E♭–. In termini retorici, il passaggio non produce “risoluzione”, ma spostamento: è un cambio di prospettiva, non un approdo.Verso la “relativa maggiore” F♯ tramite operazione R
Da E♭– si passa a F♯ (triade maggiore) con operazione R. Il punto cruciale qui è il salto percettivo minore→maggiore: la trasformazione non chiarifica, ma amplifica la vertigine, perché l’emergere improvviso del modo maggiore non agisce come stabilizzazione, bensì come luce abbagliante e incongrua rispetto allo stato di panico.Polo esatonico H verso D–
Wallfisch impiega poi un polo esatonico H per raggiungere D–. L’uso di H è significativo: lo spostamento non è “funzionale” in senso tradizionale, ma opera come scivolamento in un altro settore dello spazio armonico, mantenendo alta la sensazione di estraneità e di spaesamento.Da D– al “contraccordo” maggiore B♭ tramite operazione L
Da D– si passa alla triade maggiore B♭ per mezzo dell’operazione L. Ancora una volta, la retorica dell’oscillazione minore/maggiore funziona come dispositivo di confusione: il soggetto passa rapidamente da una colorazione a un’altra senza un ancoraggio narrativo “rassicurante”.Chiusura del ciclo: ritorno a G– con operazione R
Infine, da B♭ si ritorna alla triade iniziale G– con operazione R, completando il cycle chord.
Questo circuito è musicalmente “chiuso” ma psicologicamente “aperto”: proprio perché torna al punto di partenza, rappresenta l’impossibilità del personaggio di procedere, elaborare, dare senso. La confusione è resa non solo dall’itinerario armonico, ma soprattutto dalla sua velocità e dalla continua alternanza minore/maggiore, che trasforma ogni presunta stabilità in un’ulteriore frattura.
3. La soglia di transizione: RL verso D– e avvio della vettorialità del pericolo
Conclusa la sezione confusionale, avviene un passaggio decisivo: tramite un’operazione RL la musica approda a D–. Questo gesto segnala un cambio di funzione: dal circuito (statico/iterativo) si passa a una logica direzionale. In altri termini, la musica smette di descrivere un panico “immobile” e inizia a costruire una traiettoria: l’energia armonica diventa vettoriale, orientata verso il mood successivo, quello dangerous.
Da D– prende avvio una progressione ascendente che non è più circolare, ma teleologica: conduce progressivamente a un sentimento di minaccia sempre più esplicita.
4. Il segmento “dangerous”: R, Weitzmann (quinta aumentata), P, PL, T−1, S, T+1(v), H
La costruzione del pericolo avviene per intensificazione graduale di cromatismi e dissonanze “qualitative”, con un uso mirato di risorse trasformazionali.
D– → F (tramite L)
Da D– tramite operazione R si giunge a F (maggiore). Il passaggio al maggiore qui non ha più funzione confusionale, ma “taglia” lo spazio come un segnale: è un chiarore duro, non consolatorio.Inserimento della “quinta aumentata di Weitzmann” su F: aumento della dissonanza
Wallfisch non si accontenta della triade “pulita”: utilizza la quinta aumentata di Weitzmann su F, introducendo una frizione strutturale (la quinta aumentata) che intensifica la sensazione di allarme. La dissonanza non è decorativa: è il primo vero marcatore del passaggio da confusione a pericolo.F → F– (operazione P)
Tramite P si passa alla parallela minore F–. Questo cambio modale agisce come “oscuramento” immediato: il maggiore non si consolida, viene subito negato. È un gesto tipico della retorica del rischio: l’apparente chiarezza (F maggiore) collassa in un’ombra (F minore).F– → A– (operazione PL)
Con PL si arriva a A–. Qui la progressione continua a spostare il centro percettivo: non c’è casa, non c’è ritorno, c’è solo avanzamento.A– → G♯– (trasformazione T−1)
La trasformazione T−1 porta a G♯–, inaugurando un comportamento cromatico che accentua l’idea di slittamento “inevitabile”. Il pericolo è costruito come perdita di terreno sotto i piedi: ogni passo è mezzo tono.Discesa cromatica e operazione Slide S verso G con quinta aumentata di Weitzmann
Proseguendo nel passaggio cromatico discendente, tramite uno slide S si arriva a G, ma nuovamente con l’uso della quinta aumentata di Weitzmann. È un punto essenziale: la consonanza triadica viene continuamente contaminata, come se il sistema cercasse stabilità e la musica la impedisse. Il “G” non è un arrivo, è un falso appiglio.Nuovo Slide S: ritorno a G♯–
Wallfisch riprende l’operazione S e ritorna a G♯–, insistendo su un pendolo cromatico che suona come escalation di panico “lucido”: non più confusione, ma consapevolezza del precipizio.G♯– → A maggiore (T+1(v))
Da G♯– si applica T+1(v) verso un A maggiore inatteso. Questo accordo “a sorpresa” agisce come cesura narrativa: un lampo improvviso, quasi una rivelazione traumatica. L’inaspettatezza è cruciale perché traduce musicalmente il passaggio dalla ruminazione del trauma alla sua verbalizzazione/consapevolezza.Chiusura e rilancio: polo esatonico H verso F–
Infine, mediante un polo esatonico H, l’armonia si sposta verso F–, e questo gesto determina un movimento percepito come ascendente verso il “pericolo assoluto”: la musica non rappresenta più l’evento visto, ma la certezza della minaccia che ne deriva.
5. Lettura temporale: dalla notte (shock) al giorno (consapevolezza del pericolo)
La progressione descritta non è soltanto un disegno armonico: è una strategia di montaggio emotivo che connette due tempi narrativi. Nella notte, la ripetizione ciclica e l’oscillazione minore/maggiore (G– … ritorno a G–) rappresentano il ragazzo a terra, incapace di integrare l’esperienza. Nel giorno successivo, la musica abbandona la circolarità e impone una traiettoria: cromatismi, slide e quinte aumentate (Weitzmann) trasformano la percezione in previsione. Non è più “cosa ho visto?”, ma “cosa mi può accadere adesso?”.
In questo senso, l’uso delle operazioni neo-riemanniane assume un valore più che analitico: diventa un linguaggio di drammaturgia armonica. Il cycle chord chiuso descrive la confusione come stasi mentale; la progressione successiva, densa di dissonanze aumentate e slittamenti cromatici, costruisce l’idea di minaccia come forza che avanza e stringe.
6. Conclusione
La scena esamina due stati affettivi contigui ma distinti: il confusional (panico incredulo e immobilità percettiva) e il dangerous (consapevolezza della minaccia e tensione direzionale). Wallfisch codifica questa transizione attraverso:
un ciclo trasformazionale (G– → … → G–) sostenuto da rapide alternanze minore/maggiore, efficace nel rendere la confusione;
un successivo assetto progressivo e teleologico, in cui Weitzmann (quinta aumentata), Slide (S), trasformazioni cromatiche (T−1, T+1(v)) e poli esatonici (H) rendono l’emersione del pericolo come certezza, non come ipotesi.
La musica, dunque, non accompagna soltanto l’immagine: la interpreta dall’interno, collegando notte e giorno in un’unica linea psicologica, e traducendo lo shock in una grammatica armonica del rischio.